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CALIMERO e L’AMICO SPECIALE
INTEGRAZIONE SCOLASTICA PER I BAMBINI CON AUTISMO

Il Disturbo Autistico è uno dei più gravi disturbi dell’età evolutiva; è una complessa disabilità dello sviluppo che compare tipicamente durante i primi tre anni di età e perdura per tutta la vita. Risultato di un disturbo neurologico che agisce sul funzionamento del cervello, l'autismo ed i suoi comportamenti associati è stimato essere presente in 5 casi su 10.000 individui con tassi che variano da 2 a 20 casi su 10.000. L'autismo è quattro volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine, e non conosce barriere razziali, etniche o sociali. La posizione sociale ed economica della famiglia e il livello di educazione non hanno influenza sulla comparsa di tale patologia.

L'autismo colpisce il normale sviluppo del cervello nelle aree dell'interazione sociale e nelle abilità comunicative. I bambini autistici normalmente hanno difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, nelle interazioni sociali, e nelle attività legate al tempo libero ed al gioco. Il disturbo rende loro difficile comunicare con gli altri e relazionarsi con il mondo esterno. La gravità dell’autismo è molto variabile: i casi più gravi sono caratterizzati da comportamenti estremamente ripetitivi, insoliti, eteroaggressivi o autolesionisti. Tali comportamenti possono persistere nel tempo e diventare difficilissimi da cambiare e gestire, ponendo problemi tremendi a coloro che devono convivere o realizzare un programma educativo e/o terapeutico con questi soggetti.

Ed è per tali motivi che la sola parola autismo fa ancora paura ed ha un effetto devastante. Per molti è una condanna senza appello che genera un astio diffuso verso la società.

Il genitore inizia a guardarsi intorno e cerca aiuto. Le domande più ricorrenti riguardano il rapporto che il proprio figlio instaurerà con gli altri.

A scuola sarà accettato così com’è?

Gli altri bambini giocheranno con lui?

Riuscirà ad integrarsi nonostante i comportamenti bizzarri?

Potrà fare anche se in parte quello che fanno gli altri bambini?

Esiste qualcuno valido in grado di insegnargli qualche sport?

È proprio in questo contesto e con tali premesse che si inserisce il progetto “Calimero e l’amico speciale”. L’associazione “IL CIRENEO” O.N.L.U.S., che ha permesso la realizzazione della favola “Calimero e l’amico speciale” ha offerto uno strumento educativo e didattico in grado di sensibilizzare e integrare il bambino disabile nel gruppo classe/scuola livellando l’immenso divario che c’è tra “patologia” e “normalità”. La favola dona così alle famiglie dei bambini autistici un valido sostegno per poter integrare il proprio figlio nell’ambito della classe, sensibilizzare gli alunni e orientare gli insegnanti. Calimero è il personaggio principale della favola che insegna ai ragazzi come comportarsi di fronte ad un amico speciale come un compagno autistico. Quale mezzo migliore per sensibilizzare ed educare un bambino/ragazzo di fronte ad una disabilità, se non una favola ricca di immagini e di spunti di riflessione.

Grazie alla favola l’autismo diventa un modo di relazionarsi e, così dicendo, l’accento si sposta sul ruolo dei pari e su chiunque, soprattutto nel contesto scuola incontra-scontra il bambino “speciale”. Gli insegnanti, d’altra parte, avranno un valido strumento per far interagire il bambino/ragazzo disabile con il gruppo dei pari e nel contempo, con l’attivazione di corsi di formazione pensati ad hoc, avranno delle risposte concrete rispetto a quelle difficoltà che quotidianamente si affrontano confrontandosi con una realtà tanto forte come quella dell’autismo. Sebbene non ci sia una cura, un trattamento appropriato può favorire uno sviluppo relativamente normale e ridurre i comportamenti indesiderati e socialmente non condivisi. Tutto ciò sarà attuato, in primis, con degli incontri singoli con le famiglie per far emergere le loro esigenze e problemi; successivamente grazie ad un’osservazione diretta del bambino/ragazzo, emergeranno le sue potenzialità, attitudini ed esigenze.

Difatti, la fase ulteriore del progetto avrà l’intento di portar “fuori” in uno spazio “altro” il bambino/ragazzo diversamente abile, lasciandolo confrontare in un ambiente ludico-sportivo (come i corsi di nuoto integrati e i corsi di danza integrati) con il gruppo dei pari. In questi ulteriori ambienti di contenimento l’utente sperimenterà nuove relazioni positive, così alla persona autistica gli sarà offerta un’aspettativa di vita normale, facendolo uscire dal guscio, proprio come ha fatto Calimero.


OBIETTIVI GENERALI

Gli obiettivi generali di tale progetto sono riassumibili nei seguenti punti:

  • Offrire, in un ambiente didattico e formativo, come quello scolastico, un orientamento circa la disabilità, mediante uno valido strumento educativo qual è la favola di “Calimero e l’amico speciale” per il coinvolgimento attivo dei pari, ritenuti figure critiche nel progetto terapeutico-educativo per il bambino con disturbo autistico

  • Dare informazioni chiare circa la patologia autistica eliminando qualsiasi dubbio

  • Spiegare l’evoluzione storica e scientifica di tale malattia dalle iniziali scoperte di Kanner fino ad arrivare ai giorni nostri

  • Sensibilizzare il gruppo dei pari e le insegnanti circa tale patologia

  • Integrare il bambino autistico nella classe e nella scuola

  • Orientare gli insegnanti nelle modalità di intervento

  • Contenere e supportare i genitori del bambino autistico

  • Favorire lo sviluppo del bambino/ragazzo tenendo conto della sua età e del deficit cognitivo

  • Offrire un programma educativo individualizzato che tenga conto non solo delle predisposizioni e abilità del bambino/ragazzo ma anche delle priorità ed esigenze della rispettiva famiglia

  • Offrire al bambino-ragazzo un ambiente ludico-sportivo in grado di ospitarlo, accettarlo e capirlo

  • Aumentare l’autostima del bambino/ragazzo che si sentirà capace di fare qualcosa come gli altri e forse meglio degli altri

  • Fare in modo che il bambino/ragazzo esca fuori dal guscio, e sia in grado di avere armi per combattere la vita quotidiana

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